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girata di spalle January 4, 2010

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Xyz,

Oggi ti ho vista.  Sedevi davanti a me girata di spalle. Un ciuffo di capelli di un castano quasi foglia d’albero. Gli occhi verdi forse, nascosti dal tempo che è passato mi hanno fatto capire che non eri tu. Eppure ti ho guardata come fosse passato niente di tutto questo. Solo quasi quindici anni. Sembra incredibile oggi si possa restarne attaccati come a un tappo di sughero galleggiante.

Non ti sei girata, non mi hai guardato, e a tuo modo hai quindi contribuito al mistero facendomi crogiolare nel tuo gioco. O forse nel mio gioco. Ad ogni modo ho sentito subito una strana sensazione a riguardo. Non potevo parlare, non potevo andare né avanti né indietro. Dopo aver ordinato il panino locale ho finto di concentrarmi sul quotidiano per sentire il tuo accento. -Non c’è traccia di te in questa persona!- mi ha detto qualcuno  seduto al mio posto. Così ho continuato a leggere la nebbia delle distrazioni in cui siamo immersi stupidamente.

Ma prima di uscire ho controllato. Certo che l’ho fatto. Sei andata in bagno e io a mezza strada sul marciapiede ho controllato. Sei tornata. Ho controllato lo stesso: cosa importa se poi non eri tu?

Assonanze December 30, 2009

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“I want to live,
I want to give
I’ve been a miner
for a heart of gold.
It’s these expressions
I never give
That keep me searching
for a heart of gold
And I’m getting old.
Keeps me searching
for a heart of gold
And I’m getting old.”

Neil Young “Heart of Gold”, “Harvest” 1972.

“…[...] Though I am old with wandering

Through hollow lands and hilly lands,

I will find out where she has gone,

And kiss her lips and take her hands;

And walk among long dappled grass,

And pluck till time and times are done

The silver apples of the moon,

The golden apples of the sun.”

William Butler Yeats,  ”The song of the Wandering Aengus”,1899.

Sui rami spogli dell’inverno Neil Young ricerca ancora l’oro. Non si dà per vinto. Perchè sa che la ricerca rende vecchi: “And I’m getting old”. Probabilmente vecchi e saggi. In ogni caso sicuramente vecchi. E se quest’inno all’amore affascinò a tal punto Bob Dylan da fargli dire che avrebbe voluto scriverla lui, l’autore ha trovato un modo per rendere eterna e libera una vita (la sua) con tante deviazioni, frustrazioni e incidenti di percorso. “I’ve been a miner for a heart of gold”. Un minatore sporco, non un illuminato, probabilmente una persona in disparte, nel buio del sottosuolo. Ecco dove sta cercando l’oro.

Le mele d’oro del sole e le mele d’argento della luna. E’ così che W.B. Yeats descrive la ricerca di Aengus fino alla fine dei tempi. Aengus cerca l’immortalità, con il tempo che gli passa davanti mentre sull’albero splendono misteriosi frutti. L’argento è la luna, l’oro il sole. La vicenda ricorda il mito greco del Giardino delle Esperidi in cui Ippomene attrae Atlanta con le tre mele d’oro. Tendere all’immortalità. Diventare vecchi. Cercando l’oro. “…keeps me searching for a heart of gold, and I’m getting old.”

Henry Cow: ricordo di un concerto due anni prima che nascessi. December 28, 2009

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Ci troviamo al buio. Il prato è scuro. Avete mai visto un prato di notte?

Ricordo: seduti sull’erba, quest’erba scura a Veivey, Svizzera. E’ il 1976.

Qualcuno nel pubblico indossa un soprabito nero e i riflettori guizzano smeraldini nell’oscurità.

Tim Hodgkinson sta muovendo fili elettrici, ognuno corrisponde ad un suono. Curva le dita sulla tastiera e spezza le note sotto il cielo di stelle inesistenti. L’armonia scompare e riappare in  tenue dissonanza. Elegantemente Chris Cutler accenna cambi di ritmo. Fred Frith getta fasci di luce dalle sei corde: le colpisce dentro labirinti e le appende alle orecchie con suoni più gravi, improvvisati. In tutto questo, perfettamente blu, affascina insolita la voce di Dagmar Krause:

“Careworn and all alone – First Days

Charon the unborn – Days erased

Death: Venus unfurled -

The world we lost we found – spoiled

No sun No birds No stars No from…[...]“

Il ricordo che ho degli anni settanta si fonde con l’armadio in legno di mio padre. Dentro c’è una giacca a vento rossa. Ricordo l’inverno in mezzo alla neve. I rami spogli di una grande piazza nella nostra città. Mani dentro piccoli guanti che stringono mani più grandi. Poi ricordo il vinile, l’odore della puntina e della spugnetta che serviva a pulire il disco. Graffiato, entrava dissonante  nella mia vita. Con grande emozione lo aprivo dietro la copertina. Rosso. Lucido. E’ bello, lo era allora, lo è adesso.

E’ bello sentire quel silenzio quando finisce la musica.

E’ come se fossi sull’erba.

Quest’erba scura a Veivey, Svizzera.

E’ il 1976.

Benvenuti! December 28, 2009

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Scrivo e canto canzoni in italiano, sono interessato a musica sperimentale e folk. Mi piacerebbe un blog in cui confrontarsi su versi, rime di grandi cantautori in lingua inglese e italiana. Inoltre ho un grande interesse per la poesia soprattutto in lingua inglese, mi piacerebbe conoscere e approfondire discorsi sulla metrica e sul contenuto narrativo e musicale di poeti dal 700 fino ai giorni nostri. Voglio rendere questo blog un’area aperta di svago sulla poesia senza distinzione tra Pop e Antico.

Hello world! December 28, 2009

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